Dedicato a tutti i sognatori...
Figli cari, abbiate un sogno !
Abbiate un bel sogno, il sogno di tutta la vita.
La vita umana che ha un sogno é lieta.
Una vita che segue un sogno si rinnova di giorno in giorno.
Cercate di realizzarlo senza distogliervi lo sguardo,
senza sostare, avanzando sempre sulla stessa strada.
Ma ricordate: se questo sogno sarà piccolo,
anche il frutto della vostra vita sarà piccolo;
se questo sogno sarà basso, anche la vostra vita sarà meschina.
Ma se il vostro sogno sarà bello, sarà grande, sarà originale, anche la
vostra vita sarà bella, grande, originale.
Un simile sogno non può avere di mira l'interesse egoistico.
Il vostro deve essere un sogno che miri a rendere liete
non soltanto le persone a voi vicine, ma tutta l'umanità,
anche quelli che verranno dopo.
Se il vostro sogno sarà cosa che fa gioire tutta la specie umana, farà
gioire anche Dio.
Proprio così: il sogno che dovete perseguire deve corrispondere
all'intenzione del Signore !
Il cammino dell'umanità va avanti nonostante tutto,
perchè la sua forza è costituita dall'insieme
dell'impegno positivo di tanti.
Abbiate nel cuore Gesù che dice:
"Senza di me non potete far nulla !" (Gv. 15,5).
dal testamento di Tohashi Mafai
Ciao, dopo la parentesi padovana ritorniamo al passato e più precisamente ai primi di questo mese quando ho avuto alcuni giorni molto belli e molto complessi assieme... Partiamo dal Borgo: si sono tenuti infatti i giochi per il quarantesimo della polisportiva e ho fatto servizio come ufficiale di campo: è stato molto bello vedere ragazzi di tutta Europa socializzare e impegnarsi nello sport. Devo dire che è stata una bella manifestazione... anche se con qualche punta un pò negativa per me.... ma pazienza, visto che mi ha fatto capire ancora di più come il servizio debba essere fatto in modo disinteressato. Ma in questi giorni oltre a questo ho vissuto un'altra bella esperienza, che si è potuta concretizzare grazie alla discesa di un mio amico a Roma: amico che è anche coredattore del blog ovvero .... FENOMIX!!!! Fenomix era sceso assieme alla sua diocesi per un pellegrinaggio dal Papa e ho avuto la possibilità di vivere parte di quest'esperienza assieme a loro, a partire dalla Messa in San Pietro ( molto bella e molto sentita..), all'udienza con il Papa, dove sono riuscito grazie a Fenomix a poter vedere il Papa da vicino, ed è stata una cosa emozionante ( era la prima volta che lo vedevo da vicino..): il giorno dopo ho avuto la possibilità di visitare le basiliche di san Giovanni e san Pietro assieme al loro gruppo... ( visita bella a parte qualche topica della guida,,,) e ho concluso questo bel fine settimana pranzando con il gruppo... è sempre bello poter stare con gli amici anche solo per qualche ora!!!

fenomix ed io...
Un avviso lampo.. oggi e domani sono a Padova.. ci vediamo martedì sera!!!! ( così finisco gli arretrati
)
Dopo un pò di silenzio dovuto all'iper lavoro riprendo la cronaca del mese scorso partendo dalla visita a una mostra che si è chiusa ieri. Parlo dell'esposizione dei quadri di Munch al Vittoriano, una mostra che mi ha permesso di conoscere meglio una personalità sicuramente interessante tra i pittori del Novecento. Edward Munch era norvegese ed ebbe una vita molto travagliata, tra malattie e lutti familiari , e questa vita si riflettte nella sua produzione artistica , che era rappresentata copiosamente nella mostra a cui ho assistito, con un centinauio di opere tra dipinti e stampe.In queste opere si avverte la personalità travagliata di Munch e la sua vita interiore , che emerge in alcuni quadri, tra cui il più famoso è l'urlo, purtroppo presente alla mostra solo in una riproduzione a stampa. Per il resto si è trattato di una mostra molto completa e utile per conoscere una figura molto importante nella storia dell'arte

L'urlo
Recuperando gli avvenimenti del mese passato devo ricordare la visita fatta al centro di roma con il gruppo di giovani universitari che vivono al Borgo. Dopo aver deciso di non fare la gita a Firenze, abbiamo deciso di andare in giro per il centro di roma e io mi sono prestato ben volentieri a fare da Cicerone ai miei amici... Dopo esserci dati appuntamento alla metro di Colosseo abbiamo percorso via dei Fori Imperiali passando da una parte all'altra della strada per vedere la successione dei fori.. poi passando per la strada romana che costeggia il foro di Cesare siamo arrivati davanti al Carcere Mamertino e da lì abbiamo preso la scalinata che sale al campidoglio. Una sosta davanti al marco aurelio, una foto e poi si riscende.. la Birreria Peroni ci aspetta!!!
Una volta arrivati là ci aspettava un'ottima cena con arrosto , wurstel e patate... l'ideale per concludere una bella serata in piena amicizia.. con la speranza di farne altre!!!

sotto il marco aurelio

in birreria...
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La signora Carmela
La signora che mi aiuta a tener pulita la casa, Carmela, è un autentico castigo in terra. Lei non mette in ordine, sposta gli oggetti, non toglie la polvere, la tampona. E’ finanche buffo quel suo modo così delicato di appoggiare lo straccio sui mobili, quasi non volesse dar fastidio o far male ad acari e pulviscoli. La sua specialità, comunque, è quella di impilare le cose. Mette gli oggetti (documenti, libri, riviste) uno sopra all’altro, prima quello più piatto e largo, poi, via via, quello sempre più piccolo e stretto, fino a creare, in un equilibrio precario, pericolanti quanto sorprendenti piramidi azteche.
«Ma perché fa così?» le chiesi un giorno esasperato.
«Che diamine, ma per mettere a posto!»
«Certo e che altro?» risposi io tra me e me, comprendendo tutta l’inutilità di quella domanda.
Anche la vecchia chitarra di quando ero ragazzo, appoggiata in uno spazio angusto tra la libreria e il muro, subisce spesso le sue attenzioni: anziché riporla nella stessa posizione in cui l’ha trovata, come ci si potrebbe aspettare da chi non avesse perduto il buon senso nella tazza della water, riesce, non so come, a metterla esattamente in verticale, tanto da farla stare in piedi sul solo bottone che normalmente serve per allacciare l’asola della tracolla. Basta che qualcuno in strada sbadigli e la chitarra comincia ad oscillare.
Una mattina, poi, stava distribuendo equamente la polvere di gran lena attorno alla tastiera del computer quando inavvertitamente toccò il tasto di accensione. Avendo capito di aver fatto qualcosa che non andava dai ronzii sommessi che sentiva fuoriuscire dalla macchina che lei chiama ‘quel coso là', comincià, per poterla spegnere, a premere a casaccio tutti i pulsanti che le venivano a tiro. Insomma… sono entrato in casa che già era apparso l’avviso: ‘Vuoi davvero formattare l’hard disk? Se premi OK tutti i dati in esso contenuti andranno cancellati’. Roba da non credere.
Eppure non potrei fare a meno di lei. E’ un’istituzione, un pezzo di casa, un frammento di vita. Su cui inciampo ogni qualvolta mi viene tra i piedi.