Non mi piace - dice Dio -
l’uomo che specula sul domani.
Non mi piace chi sa meglio di me
che cosa sto per fare.
Non mi piace colui che sa
che cosa farò domani.
Non mi piace chi fa il furbo.
L’uomo forte non è il mio forte…
Non mi piace - dice Dio -
colui che diffida di me.
Credete forse che io mi divertirò
a farvi dei trucchi, come un re barbaro?
Credete forse che passi la vita
a tendervi trappole e a prendere piacere
a vedere voi che cadete dentro?
Tutta la malizia che ho
è la malizia della mia grazia,
che così spesso gioca con il peccatore
per la sua salvezza, per impedirgli di peccare,
che seduce il peccatore, per salvarlo…
Io sono un buon cristiano - dice Dio -.
Credete forse che mi divertirò a sorprendervi
come un assassino di notte?
(Charles Péguy)
PREGA CON IL VANGELO
Tieni desti gli occhi del mio spirito, Signore,
perché possa scrutare nella notte del presente
i segni della tua luce misteriosa e attendere la tua venuta
nella fedeltà operosa ai miei impegni nel mondo.
State attenti, vigilate e pregate –
«Il primo modo di stare attenti è guardarsi dal male;
il secondo è considerare il peccato originale;
il terzo essere cauti riguardo al futuro.
Vigilate quindi, cioè espandetevi verso Dio
con tutto lo spirito e con il calore dell’amore. …
State attenti con la parte razionale, vigilate
con quella impulsiva, e pregate con quella affettiva».
(Alberto Magno, In ev. Marco XIII)
TANTI AUGURI DI BUON ANNO LITURGICO A TUTTI!!!

Un piccolo spazio per i più golosi: eccovi la ricetta della TORTA GIORNALIERA
Ingredienti: 1 kg di serenità; 2 dosi di generosità; 3 etti di buona volontà; 4 fette di perdono; 5 cucchiai di accoglienza; 6 pizzichi di buone maniere; cuocere tutto nel fuoco dell'amore per un'ora circa; spolverare con zucchero di gentilezza e servirla a temperatura ambiente su un tovagliolo di allegria!!!
N.B. per questa torta non ci sono controindicazioni… anzi più ne mangi più bene ti fa (diabetici e sovrappeso compresi).
«Siamo presi dalla paura e dal dolore al pensiero di dover comparire davanti al volto di Dio. E alla fine usciamo da questa vita non di buon grado, ma perché costretti e per forza. Pretendiamo poi onori e premi da Dio dopo che lo incontriamo tanto di malavoglia» (San Cipriano).
Signore Re, Cristo pastore,
tu ci conduci nel regno della Vita.
Il tuo potere sulla morte
ci dona la salvezza eterna.
Il regno preparato per noi
è luogo di carità generosa,
meritato dal tuo sangue prezioso
nella tua fraterna solidarietà.
Fa’, o Cristo Signore, che ti sappiamo riconoscere
nel volto del fratello che soffre,
perché solo così saremo accolti
come discepoli nel tuo regno.
(Madì Drello)



QUEL CHE E’ CERTO
Quel che è certo è che Dio
dà le forze di cui abbiamo bisogno,
e le elargisce al momento esatto
in cui la nostra debolezza umana
si fa più acuta.
E sarà sempre qualcosa d’inatteso.
Egli ci dà sempre la forza necessaria
per la tappa che abbiamo dinanzi. ùù
Ce la dà in modo che in ogni occasione
potremo quel che prima non potevamo.
Non ce la dà tutta insieme, ma un po’
per volta, sino alla volta successiva.
E’ difficile stare al passo con Dio:
noi ci siamo appena mossi e Lui
è già avanti a noi, già lontano.
Arrivare a camminare
con lo stesso passo di Dio
significa entrare in comunione con Lui. ù
Ogni passo su questa strada ci permette
di scoprire un nuovo
orizzonte; e ciò rende il nostro
cammino più spedito.
Pian piano, arriveremo al punto
in cui le nostre orme
si affiancheranno alle orme di Dio.
«Io sono colui che non s’appartiene, ma appartiene a te. Di più non so di me; né di te… Tu, Dio della mia vita, infinità della mia finitudine» (K. Rahner).
Chissà quante volte, anche a noi, sarà capitato di soffermarci sulle ragioni della nostra identità. Ci rendiamo conto di non poter bastare a noi stessi, non ci apparteniamo fino in fondo! E nel momento in cui misuriamo il limite della nostra esistenza è possibile – talvolta perfino involontariamente – riconoscerci amati da un Dio il cui amore è infinito. E un uomo – diceva San Giovanni della Croce – non si sazia se gli diamo meno dell’infinito.
Udii un vecchio confratello ragionevole e buono, perfetto e santo, dire: "Se sentirai la chiamata dello Spirito, ascoltala e cerca di essere santo con tutta la tua anima, con tutto il tuo cuore e con tutte le tue forze.
Se, però, per umana debolezza non riuscirai ad essere santo, cerca allora di essere perfetto con tutta la tua anima, con tutto il tuo cuore e con tutte le tue forze.
Se, tuttavia, non riuscirai ad essere perfetto a causa della vanità della tua vita, cerca allora di essere buono con tutta la tua anima, con tutto il tuo cuore e con tutte le tue forze.
Se, ancora, non riuscirai ad essere buono a causa delle insidie del Maligno, cerca allora di essere ragionevole con tutta la tua anima, con tutto il tuo cuore e con tutte le tue forze.
Se, infine, non riuscirai ad essere santo, né perfetto, né buono, né ragionevole a causa del peso dei tuoi peccati, allora cerca di portare questo peso di fronte a Dio e affida la tua vita alla sua misericordia.
Se farai questo senza amarezza, con tutta umiltà e con giovialità di spirito a causa della tenerezza di Dio che ama gli ingrati e i cattivi, allora incomincerai a capire cosa sia ragionevole, imparerai ciò che è buono, lentamente aspirerai ad essere perfetto, e infine anelerai ad essere santo.
Se farai questo ogni giorno, con tutta la tua anima, con tutto il tuo cuore e con tutte le tue forze, allora io ti garantisco, fratello: sarai sulla strada di Francesco, non sarai lontano dal Regno di Dio!".
(L. Boff OFM)