Guarda con amore i bambini che pregano
E quelli che non ti conoscono,
i bambini che vanno a scuola
e i bambini analfabeti,
i bambini che hanno una famiglia unita
e quelli che soffrono per i genitori separati,
i bambini che hanno una bella casa
e quelli che vivono sulla strada.
AMEN!








«Signore, dammi la forza per cambiare il mondo».
Quando fui vicino alla mezza età, mi resi conto che non avevo cambiato niente.
La mia preghiera, allora, diceva:
«Signore, dammi la grazia di cambiare
quelli che mi sono vicini, la famiglia, gli amici».
Ora che sono vecchio, la mia preghiera è:
« Signore, fammi la grazia di cambiare me stesso!».
E se dall’inizio avessi pregato per questo, non avrei sprecato la mia vita”.
"L'Annunciazione"
Il Profeta ispirato avea annunziato
che madre Vergine al Messia avrebbe dato,
macchia mai avrebbe avuto di peccato.
Annunciando a Maria l'angelo Santo
che del futuro Salvatore il vanto
onorato di Madre avrebbe, il Santo
lieto detto accolse con amore
a lui dicendo: "Serva del Signore
tal che per me la Sacra volonta' accolta sopra tutte cose sta".
Con umile verbo la premura espose
obiettando: "Io uomo non conosco!"
"Non temere, Maria!" l'angelo rispose
che in te nulla avverra', nullo di fosco:
e' opera di Dio la tua maternita',
zelante rimani di tua Verginita'.
Il Figlio tuo sara' di Dio Creatore
Onnipresente, Madre al tuo Signore,
nominata sarai e sara' vero
e a te dara' la lode il mondo intero".
(Torindo Dottori).
"La strada si scopre soltanto percorrendola.
Guai a rimanere bloccati di fronte ad un crocicchio di vie e non decidersi mai a tentarne una.
La rivelazione della strada avviene... lungo la strada.
Non prima.
La strada giusta la si scopre soltanto dopo che si è deciso, coraggiosamente, di uscire all'aperto
e di partire in esplorazione.
Certo si corrono dei rischi.
Ma il rischio maggiore è quello di non correre rischi.
E quando avremo percorso un bel tratto
ci volteremo indietro,
ma solo per un attimo: per valutare il tragitto,
gli ostacoli superati, le cadute, le forze rimaste...
Scopriremo di avere un panorama di fronte a noi,
ma ci accorgeremo che solo proseguendo il cammino
potremo giungere alla meta
ancora nascosta ai nostri occhi" ( A. Lowen).
Pensando alla mia vita posso dire che sono parole vere! E tu?

Il rito ambrosiano oggi aveva nel vangelo una pagina particolare: Gv 8,31-59
Pensiamo anche solo al luogo dove si svolge questa scena: siamo nel tempio, Israele ha sempre cantato il Tempio come la casa di Dio, il luogo dove egli abita, dove ha preso dimora nella città degli uomini… ebbene: se così è ognuno dovrebbe sentirsi a casa propria nel tempio, dovrebbe poterci entrare e uscire come vuole e starci bene, sentirsi a proprio agio; invece “i figli di Abramo”, così si definiscono i Giudei che sono in dialogo con Gesù, ne hanno fatto una casa per loro. E il tempio non è più occupato da Dio, ma da questo «noi» onnipotente; onnipresente; invadente. Non c’è più posto per Dio: lo si espelle in nome di Dio. E Gesù lo dice loro apertamente: “La mia parola non trova posto in voi”. Capite: la parola che cerca di entrare nel cuore, che cerca di zampillare fuori dal tempio per entrare nella vita e non trova posto!!! E loro, che dovrebbero essere i custodi di quell’acqua che da’ vita (la legge, la Parola di Dio che consola l’uomo) ne sono diventati acidi mercenari e hanno trasformato il tempio, che dovrebbe essere fontana zampillante, in una arida fonte che concede goccia a goccia a loro piacimento… Per i loro interessi hanno chiuso il loro cuore e impediscono agli altri di entrare, di accedere al cuore di Dio! Che non ci accada mai tutto questo, perché quando si chiude il cuore si perde il dono di Dio! Che Gesù non debba ripetere anche a noi: “La mia parola non trova posto in te!”
Ecco allora la domanda che questa parola di Dio pone in modo forte alla nostra vita: c’è posto nella mia vita per Dio, per la sua parola? E qual posto: i ritagli di tempo, o… qualcosa di più? Il mio cuore è aperto alla novità di Dio? Il mio cuore è aperto all’acqua che da’ vita?