martedì, aprile 25, 2006, ore 00:27

                                       TEMPO..

 

Non ti auguro un dono qualsiasi,
ti auguro soltanto quello che i più non hanno.
Ti auguro tempo, per divertirti e per ridere;
se lo impiegherai bene, potrai ricavarne qualcosa.
Ti auguro tempo, per il tuo Fare e il tuo Pensare,
non solo per te, ma anche per donarlo agli altri.
Ti auguro tempo, non per affrettari e correre,
ma tempo per essere contento.
Ti auguro tempo, non soltanto per trascorrerlo,
ti auguro tempo perché te ne resti:
tempo per stupirti e tempo per fidarti
e non soltanto per guardarlo sull'orologio.
Ti auguro tempo per toccare le stelle
e tempo per crescere, per maturare.
Ti auguro tempo, per sperare nuovamente e per amare.
Non ha più senso rimandare.
Ti auguro tempo per trovare te stesso,
per vivere ogni giorno, ogni tua ora come un dono.
Ti auguro tempo anche per perdonare.
Ti auguro di avere tempo, tempo per la
vita

Benedettaj
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domenica, aprile 23, 2006, ore 23:03

La vita è un viaggio


A rendere più sicuro il viaggio occorre provvedere l’equipaggiamento necessario alle mani e ai piedi. Bisogna coprirci i piedi, perché le spine di questa vita, che sono i peccati, non ci danneggino.

Ci occorrono perciò calzature robuste (che fuor di metafora sono le austerità e le mortificazioni), capaci di spezzare la punta delle spine, di impedire cioè che il peccato penetri nell’anima fin dagli inizi, quando cioè si presenta in forma attraente ed entra in noi furtivamente.

Una tunica lunga fino ai piedi e chiusa tutt’intorno non pare molto adatta per un viaggio, che Dio vuole condotto speditamente.

Essa dovrebbe essere interpretata come il simbolo delle piacevoli comodità della vita che la retta ragione, al pari di una fascia attorno ai fianchi, deve cercare di ridurre al minimo indispensabile.

Questa fascia è la saggezza. Il bastone, destinato a tener distanti i cani, rappresenta invece le parole della speranza cui ci appoggiamo nelle stanchezze dell’anima e con ie quali ci difendiamo dai rabbiosi assalti dei nemici.

Benedettaj
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giovedì, aprile 20, 2006, ore 20:18

Oggi, giovedì 20 aprile, il sottoscritto ha messo una tappa miliare della sua vita, conseguendo la laurea in lettere con il voto di 110 e LODE!!!!!
Grazie a tutte le persone che mi sono state vicino in questi anni di studio e in questi mesi finali!!!!





Lukebdb
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giovedì, aprile 20, 2006, ore 15:34

RICOMINCIA.....

 

Se sei stanco e la strada ti sembra lunga,
se ti accorgi che hai sbagliato strada,
...Non lasciarti portare dai giorni e dai tempi, Ricomincia.

Se la vita ti sembra troppo assurda,
Se sei deluso da troppe cose e da troppe persone
...Non cercare di capire il perché, Ricomincia.

Se hai provato ad amare ed essere utile,
Se hai conosciuto la povertà dei tuoi limiti,
...Non lasciar là un impegno assolto a metà, Ricomincia.

Se gli altri ti guardano con rimprovero,
Se sono delusi di te, irritati,
...Non ribellarti, non domandar loro nulla, Ricomincia.

Perché l'albero germoglia di nuovo dimenticando l'inverno,
Il ramo fiorisce senza domandare perché,
E l'uccello fa il suo nido senza pensare all'autunno,
Perché la vita è speranza e sempre ricomincia...

Benedettaj
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martedì, aprile 18, 2006, ore 17:01

...ho schiacciato il tasto REW...

e in questo viaggio indietro nel tempo
però
c'è questo presente che si mescola
e fa riflettere
questo specchio dell'anima
al quale non mi sottraggo
e che certamente

è punto di partenza e punto d'arrivo

è punto di non ritorno

Benedettaj
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sabato, aprile 15, 2006, ore 23:48

Benedettaj
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sabato, aprile 15, 2006, ore 14:43

Coraggio, gente!
La Pasqua ci dice
che la nostra storia ha un senso,
e non è un mazzo di inutili sussulti.
Che quelli che stiamo percorrendo
non sono sentieri ininterrotti.
Che la nostra esistenza personale
non è sospesa nel vuoto
né consiste in uno spettacolo senza rete.
Precipitiamo in Dio.
In lui viviamo,
ci muoviamo ed esistiamo.

Coraggio, gente!
La Pasqua vi prosciughi
i ristagni di disperazione
sedimentati nel cuore.
E, insieme al coraggio di esistere,
vi ridia la voglia di camminare.
 
(Tonino Bello)

Lukebdb
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venerdì, aprile 14, 2006, ore 21:57

O mio Signore, che cosa Ti posso dire?
Ci sono forse parole che possono uscire dalla mia bocca?
Qualche pensiero? Qualche frase?
Tu sei morto per me; hai dato tutto a causa dei miei peccati;
non solo sei diventato uomo per me,
ma hai anche sofferto la piu' crudele delle morti per me.
Esiste forse una risposta?
Mi piacerebbe trovare una risposta adatta.
Ma, contemplando la Tua santa Passione e Morte,
posso soltanto confessare umilmente davanti a Te,
che l'immensita' del Tuo amore divino fa apparire
del tutto inadeguata qualsiasi risposta.
Che io semplicemente stia davanti a Te e Ti guardi.
! Il Tuo corpo e' lacerato, il Tuo capo ferito, le Tue mani e i
Tuoi piedi perforati dai chiodi, il Tuo fianco aperto.
Il Tuo corpo morto ora riposa tra le braccia di Tua Madre.
Ora tutto e' finito. E' terminato. E' compiuto. E' consumato.
Dolce Signore, grazioso Signore, generoso Signore, Signore
pronto al perdono: Ti adoro, Ti lodo, Ti rendo grazie.
Tu hai fatto nuove tutte le cose mediante la Tua Passione e la Tua Morte.
La Tua croce e' stata piantata su questo
mondo come nuovo segno di speranza.
Che io viva sempre sotto la Tua croce, o Signore, e
proclami la speranza della Tua croce senza stancarmi.
Amen.


Lukebdb
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martedì, aprile 11, 2006, ore 20:14

Pane bianco, pane nero..

"Attorno a te il pane non manca.
Non si tratta solo di farina.
Tu stesso hai bisogno di altro pane
per vivere una vita veramente umana:
il pane bianco dell'amicizia, dell'accoglienza,
del rispetto, dell'aiuto reciproco,
dell'amore fraterno, della giustizia, della libertà,
quello dei diritti e delle responsibilità,
quello della salute e della cultura.
Tutto questo, condividilo:
sarai "fratello" con tutti gli uomini.

Ma c'è anche il pane nero:
quello della povertà,
della sofferenza, della solitudine,
della disperazione, della malattia, dell'ignoranza.
Se non saprai condividere anche questo,
non sei discepolo del Signore.

Se non condividerai il pane,
quello bianco e quello nero,
resterai nella situazione dei due discepoli di Emmaus:
erano vicinissimi al Cristo,
camminavano accanto a Lui,
ma non potevano riconoscerlo...
lo riconobbero solo allo spezzare del pane".
(Card. KIM - Corea)

Benedettaj
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lunedì, aprile 10, 2006, ore 11:12

"...La settimana che oggi iniziamo, così grande, così importante
da esserechiamata "santa", è il gioiello dell'anno liturgico,
una perla troppo spessodimenticata da noi cristiani,
a vantaggio di feste forse più sentimentali ma
intrise di riletture consumistiche (vedi il Natale).
Qui no. Un morto in croce non si vende,
non suscita sentimenti di bontà.
Anzi: se ne parla poco e male di questo
Dio che sale su di una croce e
muore.
Rimane difficile da capire il mistero di una
tomba vuota e del significato
profondo della parola "resurrezione".
Tant'è:la Chiesa si ferma stupita a
meditare sulla misura dell'amore di Dio.
Normalmente l'anno liturgico sintetizza
la Storia della salvezza in poco
tempo: in dodici mesi ripercorriamo
la storia di Israele, la vita di Gesù.
Durante la settimana santa, invece, ci
si ferma: giorno per giorno, ora per
ora, regoliamo i nostri orologi e il nostro tempo
a quel momento cruciale
per la storia dell'umanità, ci sediamo, spettatori,
ad ammirare (ancora e
ancora) il volto di Dio.
Fermi, zitti, Dio si prepara a morire,
Cristo celebra la sua presenza
nell'ultima Pasqua, la nuova, viene arrestato,
condannato, ucciso, sepolto,vive.
In questa preziosa settimana, qualunque cosa
faremo, in ufficio, a scuola, a
casa, potremo fermarci, socchiudere gli occhi
e pensare a Cristo, ai suoi
sentimenti, alla sua angoscia,
alla sua bruciante passione, al suo
desiderio.
Ora per ora assisteremo, con gli occhi della fede,
allo spettacolo di un Dio
che muore per amore....
...Questa è la non festa che celebriamo,
che abbandona i trionfalismi per
lasciare spazio alla meditazione, allo stupore.
Questo è il vostro re,discepoli del Nazareno.
Lo volete davvero un Dio così? Un Dio che rischia,
un Dio che - per amore - accetta
di farsi spazzare via dall'odio e dalla
violenza? Lo volete davvero un Dio che rischia tutto,
anche di essere persempre dimenticato, pur di mostrare il suo volto?
Un Dio che accetta direstare nudo, cioè leggibile, incontrabile,
osteso, palese, evidente perché
ogni uomo la smetta di costruirsi improbabili
devozioni, scure visioni di
Dio? Questo è il nostro Dio, un Dio amante,
un Dio ferito, un Dio che fa
dell'amore l'unica misura, l'ultima ragione, la sola speranza.
...Mi aguro di identificarci - un poco almeno -
in quel Centurione straordinario, di cui la
storia ha taciuto il nome, che davanti
al modo di morire di Gesù, di fronte
al dono di sé fino alla fine, rimane stupito, turbato, scosso fino
nell'intimo e riconosce in lui il Figlio di Dio.
Ecco la fede, la grande fede, che può sgorgare
nel cuore di ciascuno di noi:
davanti all'uomo crocifisso, davanti alla sconfitta più assurda,
davantialla delusione di un sogno massacrato,
riconoscere la potenza del Dio immortale. ..."

Lukebdb
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domenica, aprile 09, 2006, ore 22:54

Un contadino aveva una mula vecchia e testarda.
Un giorno la mula cadde in un pozzo. Il contandino cercò di tirarla fuori viva, ma fu tutto inutile. Decise, non senza dispiacere, di seppelirla là in fondo al pozzo. Con l'aiuto dei vicini cominciò a gettare terra nel pozzo. La mula, all'inizio, si innervosì: ma poi, ripensandoci bene, appena la terra le cadeva addosso cominciò a scrollarsela e a calpestarla. Con sforzo costante, più terra le gettavano e più la mula saliva. La terra, che doveva essere la sua rovina, grazie al suo impegno, divenne la sua salvezza.

Pensando alla nostra vita... spazio alle interpretazioni...

Benedettaj
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domenica, aprile 02, 2006, ore 22:01

Un anno fa ero in Piazza San Pietro e pregavo assieme alla folla, dapprima per la guarigione di Giovanni Paolo e poi per la sua anima.. Quest'anno per motivi personali non sono potuto andare, ma con il cuore ero là ed ascoltando le parole di Benedetto XVI sono rimasto colpito dal ricordo affettuoso che ha avuto per Giovanni Paolo II tratteggiando la sua figura tra fedeltà a Dio e dedizione alla sua missione di Papa. Inoltre ho sentito forte il richiamo a quell'essere sentinelle del mattino che deve essere per noi giovani un imperativo che ci ha lasciato!

GRAZIE GIOVANNI PAOLO II!!!!

 

Lukebdb
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categoria : vita quotidiana

domenica, aprile 02, 2006, ore 10:09

“In verità, in verità vi dico: se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la sua vita la perde e chi odia la sua vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna. Se uno mi vuol servire mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servo”.

(Gv 12)

 

Beato chi decide di perdere, come il chicco di frumento sotto terra: darà abbondanti frutti. Beato chi porge l'altra guancia: spezzerà la catena della violenza. Beato chi non ricorre a metodi sleali per far carriera: sarà ricompensato dalla sua virtù. Beato chi non pretende d'avere il monopolio della verità: troverà gioia nel mendicare amore e bellezza nascosti in ogni essere umano. Beato chi non si scoraggia: rimarrà giovane come il suo ottimismo. Beato chi sposa la povertà: genererà figli innamorati della vita. Beato chi per la “non violenza” muore: libero come il vento competerà in bellezza con le stelle e creerà sulla terra la civiltà dell'amore.

(Tonino Masconi)

fenomix
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sabato, aprile 01, 2006, ore 14:56



TANTI AUGURI DI
BUON COMPLEANNO
A DOMENICO,
UNO DEI CO-BLOGGER!!!
Lukebdb
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sabato, aprile 01, 2006, ore 14:14

L'essenza dell'ottimismo non è guardare al di là della situazione presente, ma è una forza vitale, la forza di sperare quando altri si rassegnano, la forza di tener alta la testa quando sembra che tutto fallisca, la forza di sopportare gli insuccessi, una forza che non lascia mai il futuro agli avversari, ma lo rivendica per sé.
Esiste certamente anche un ottimismo stupido, vile, che deve essere bandito. Ma nessuno deve disprezzare l'ottimismo inteso come volontà di futuro, anche quando dovesse condurre cento volte all'errore; perché esso è la salute della vita, che non deve essere compromessa da chi è malato.
Ci sono uomini che ritengono poco serio, e cristiani che ritengono poco pio, sperare in un futuro terreno migliore e prepararsi ad esso. Essi credono che il senso dei presenti accadimenti sia il caos, il disordine, la catastrofe, e si sottraggono nella rassegnazione o in una pia fuga dal mondo alla responsabilità per la continuazione della vita, per la ricostruzione, per le generazioni future.
Può darsi che domani spunti l'alba dell'ultimo giorno: allora, non prima, noi interromperemo volentieri il lavoro per un futuro migliore.

D. BONHOEFFER
Lukebdb
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