Credo in te, Spirito Santo

Credo in te, o Spirito Santo,
soffio della risurrezione;
tu raduni la Chiesa
come segno dei mondo nuovo;
tu rinnovi nella libertà
la nostra vita indurita, sbaragliata, fiaccata,
e susciti testimoni coraggiosi del Vangelo.
Credo in te, o Spirito Santo,
sorgente di vita;
tu ci dai la capacità di credere in Gesù,
morte e risurrezione
della nostra vita,
e di innalzarti questo
canto di ringraziamento.
consiste confidare i nostri problemi
al nostro caro Gesù e
ogni volta che mi metto
davanti alla Sua dolce presenza:
questa è la vera gioia.
Io guardo Lui e Lui guarda me.
Davanti a Gesù è la vera felicità.
Gesù è il Sole che splende nella nostra vita:
la nostra vera gioia e
ci riempie il cuore di tanta felicità.
La nostra amicizia è bella
perchè siamo uniti con Gesù e la Madonna.
Solo così l'amicizia è come un fiore
che si apre e guarda verso il Cielo.
ACQUA VIVA

Dopo tanta strada percorsa
in terra arida,
la sete.
Mille e più bevande
ti hanno offerto
colorate, attraenti, gasate,
alla moda, con mille gusti;
e molte ne hai assaporato.
Ma bere non è dissetarsi!
Una sorgente di acqua
fresca, pura, viva,
scorre alla tua destra.
Zampilla, canta, dà forza,
Cresce, purifica, appaga.
Ora puoi bere,
dissetarti,
vivere.
Mi chino e bevo.
Gesù stando in piedi esclamò:
«Se qualcuno ha sete,venga a me e beva”
(Giov7.37)
10 modi per rovinare
un figlio
Fin dall'infanzia date al bambino tutto quello che vuole: così crescerà convinto che il mondo ha l'obbligo di mantenerlo.
Se impara una parolaccia, ridetene. Crederà di essere divertente.
Non accompagnatelo in chiesa la domenica; non dategli nessuna istruzione religiosa. Aspettate che abbia trent'anni e decida da sé.
Mettete in ordine tutto quello che lui lascia fuori posto. Fate voi quello che dovrebbe fare lui.
Litigate spesso in sua presenza. Così non si stupirà se ad un certo punto vedrà disgregarsi la famiglia.
Dategli tutto il denaro che chiede e se lo spenda pure come vuole.
Soddisfate ogni suo desiderio: negargli qualcosa scatenerà in lui pericolosi impulsi.
Prendete le sue difese verso i vicini di casa e gli insegnanti. Sono tutti prevenuti verso vostro figlio. Gli fanno continue ingiustizie.
Quando si mette in un guaio serio, scusatevi pure con voi stessi.
Dopo di ciò, preparatevi a una vita di amarezza: l'avete voluta e non vi mancherà.

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Si racconta di un uomo che arrivò in una città una fredda mattina d'inverno. Come entrò nell'albergo, notò che ognuno là dentro girava scalzo, incluso il personale e i clienti. Sedutosi al tavolo per la colazione, incuriosito chiese al cameriere: "Perché non avete le scarpe? Non le conoscete?" "Ovvio che conosciamo le scarpe!" replicò il cameriere un po' offeso. "E allora perché non le calzate?" chiese il visitatore. "Ah, questa è una buona domanda - rispose il cameriere - Già! Perché non abbiamo le scarpe?"
Dopo colazione il visitatore volle fare un giro per la città, ammantata di neve. Anche per le strade la gente girava scalza. Stupito, chiese a un passante: "Perché non avete le scarpe? Non sapete che vi proteggono i piedi e rendono la vostra vita più confortevole?" Il passante rispose: "Credetemi, signore, noi sappiamo tutto sulle scarpe. Vede quell'edificio? Quella è una fabbrica di scarpe. Siamo così fieri di quella fabbrica che ci riuniamo là dentro una volta alla settimana e l'amministratore ci spiega quanto siano meravigliose e utili le scarpe". "E allora perché non le avete addosso?" insistette il visitatore. "Ah, questa è davvero una domanda interessante - rispose il passante - Già! Perché non abbiamo le scarpe?" Quando si tratta di preghiera, molti cristiani sono come le persone di quella strana città. Sanno tutto sulla preghiera. Credono che essa sia utile. Sanno quante benedizioni e pace sgorghino dalla preghiera. Spesso in chiesa ascoltano anche prediche sull'importanza della preghiera. Ma se si chiede loro: "Perché non preghi di più?" o "Perché non preghi assieme a tuo marito, a tua moglie, ai tuoi figli?" questi cristiani ti rispondono: "Già! è una bella domanda. Perché non lo faccio?" La preghiera non è un dovere, è un privilegio. Sai bene quanto sia difficile avere un appuntamento con il sindaco della tua città, col presidente della giunta regionale, con un parlamentare, col presidente della Repubblica. Ed è meraviglioso sapere che invece puoi parlare a Chi è davvero Onnipotente, al tuo Creatore che è innamorato di te, al tuo Dio e Signore - in ogni momento, giorno e notte, 24 ore al giorno - senza bisogno di appuntamento! Ci esorta san Paolo a vivere: «... avendo come calzatura ai piedi lo zelo per propagare il vangelo della pace. [...] Pregate inoltre incessantemente con ogni sorta di preghiere e di suppliche nello Spirito, vigilando a questo scopo con ogni perseveranza e pregando per tutti i cristiani» (Efesini 6,15.18). Se persone pregano, Dio lavora nelle loro vite e, attraverso di loro, nelle vite delle altre persone. |
| Il Padre nostro della Pace! | |
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Padre che consideri tutte le persone uguali.
Nostro, di ognuno, di tutti quei milioni di persone che abitano la terra, senza differenza di età, colore o luogo di nascita. Che sei nei cieli e sulla terra e in ciascuna persona, negli umili e in coloro che soffrono. Sia santificato il tuo nome nei cuori pacifici di uomini e donne, bambini e anziani, qui e altrove. Venga il tuo regno, il tuo regno di pace, di amore, di giustizia, di verità, di libertà. Sia fatta la tua volontà sempre e tra tutte le nazioni e tutti i popoli. Come in cielo così in terra: che tutti i tuoi piani di pace non siano distrutti dai violenti e dai tiranni. Dacci oggi il nostro pane quotidiano: che sia impastato di pace e di amore, e allontana da noi il pane della discordia e dell'odio che genera gelosia e divisione. Rimetti a noi i nostri debiti, non come perdoniamo noi, ma come perdoni tu, senza risentimento, senza rancore nascosto. Non ci indurre nella tentazione di guardare gli altri con sospetto, di dimenticare i nostri fratelli e le nostre sorelle nel bisogno, di accumulare per noi stessi ciò che potrebbe essere necessario per gli altri, di vivere bene a spese altrui. Liberaci dal male che ci minaccia, dall'egoismo dei potenti, dalla morte causata dalla guerra e dalle armi; perché siamo in tanti, Padre, a desiderare di vivere in pace e di costruire la pace per tutti. AMEN |




A Padre Pio non si rivolgevano solo i vivi. Anche le anime del Purgatorio. Era ancora un giovane frate quando vide aggirarsi nella foresteria un misterioso vecchietto. Era tardi, gli chiese chi l'avesse fatto entrare. Quello rispose che aveva bisogno delle sue preghiere per uscire dal Purgatorio, luogo nel quale si trovava dal 1884. Disse anche di essere morto lì, nell'incendio che aveva devastato il convento in quell'anno. E' sparì. Il frate domandò al portinaio, ma quello non aveva visto nessuno. Si fecero ricerche presso archivi del Comune e si scoprì che davvero un vecchio era morto carbonizzato nell'incendio del 1884. Padre Pio cominciò a pregare come richiesto e da quel momento cessarono i rumori di catene e le apparizioni di cani mastini neri che avevano terrorizzato molti in convento fino a quel giorno. Un'altra volta vide un fraticello che lustrava come un matto gli arredi nel coro. Non lo aveva mai visto prima, e dire che conosceva tutti là dentro. Gli chiese chi fosse e il giovane rispose di essere un novizio morto molti anni prima, ancora giovane. Scontava in Purgatorio le negligenze del suo noviziato e si raccomandava alle preghiere di Padre Pio. Anche quest'anima fu liberata. Il Sanguinetti una volta lo trovò che stava pregando per suo nonno. <<Ma come, Padre, se mi ha detto tempo fa che era già in Paradiso!>>. Quello rispose che erano state proprio le sue preghiere ad aiutarlo ad andarci. Ma non solo quelle già dette; anche quelle ancora da dire. Padre Pio non aveva studiato molto, ma aveva della teologia quella conoscenza <<autentica>> che hanno i mistici. In effetti passato e futuro sono nozioni che vanno bene per noi che siamo nel tempo. Nell'eternità è un'altra cosa. Anche per questo il frate partecipava volontariamente alle sofferenze di Cristo: facendolo nel presente era come se fosse stato al Suo fianco nel passato.
