martedì, novembre 28, 2006, ore 22:14

«Dinanzi al mio amico non devo scusarmi, non devo difendermi, non devo dimostrare nulla; vicino a lui trovo la pace» (Antoine de Saint-Exupery).
Lukebdb
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categoria : riflessioni

mercoledì, novembre 22, 2006, ore 22:16

E' passato un mese, ma ho voluto lasciare un pò di tempo per fare spazio ai ricordi che riguardano il mio ultimo viaggio a Verona, che è stato legato al passaggio delle reliquie di S. Teresa del Bambin Gesù e alla mia scelta di aderire a una richiesta di aiuto di un mio caro amico che mi ha chiesto di aiutarlo nel negozio del Santuario. E' stata una settimana bellissima in cui ho avuto modo di toccare con mano l'amore che la gente di Verona e le persone convenute per il Convegno Ecclesiale hanno mostrato per la Santa, affollando la Chiesa in maniera ininterrotta durante tutte le ore del giorno e della notte. Ci sono dei momenti particolarmente forti, come il bellissimo concerto che Sylvie Buisset ha tenuto, cantando le poesie scritte da S. Teresina e coinvolgendo tutto il pubblico che affollava la chiesa. Altrettanto bello è stato il concerto offerto dalle 4 corali del MEC (Movimento Ecclesiale Carmelitano) che, senza aver avuto il tempo per provare, hanno saputo cantare in maniera mirabile. Io mi sono trovato a svolgere un servizio che mi è piaciuto e che mi ha arricchito personalmente.

Lukebdb
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categoria : vita quotidiana, santi carmelitani

lunedì, novembre 20, 2006, ore 22:54

Mi hanno spiegato a scuola
cosa è la filigrana.
E' una carta che,
se tu la guardi distrattamente
e in un posto poco illuminato,
sembra bianca, vuota, inutile.
Ma se tu la guardi controluce
ti rivela stupende figure.
il professore ce lo ha dimostrato.
Ha messo la carta bianca
contro i vetri della finestra:
è apparso un bellissimo volto di Cristo.
Io, Signore, ho pensato
che l'uomo è come una filigrana.
Se lo guardi, distratto,
vedi poco, quasi niente.
Ma se tu lo guardi per bene,
nella luce,
in ognuno scopri lo stupendo tuo volto.
L'uomo, ogni uomo
è una filigrana preziosa.
Signore, aiutami
a vedere gli uomini controluce

T. LASCONI

Lukebdb
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categoria : preghiere

domenica, novembre 19, 2006, ore 13:40

Ciao a tutti, mi hanno chiesto come è andato il colloquio... devo dire che sto aspettando la risposta e spero che sia positivo. Penso di aver dato una buona impressione di me, ma mi rendo che il fatto di studiare possa essere visto come un problema in un'ottica lavorativa.. speriamo di no!
Buona domenica a tutti!!!

Lukebdb
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categoria : vita quotidiana

giovedì, novembre 16, 2006, ore 21:32

Domani ho un colloquio di lavoro, vi chiedo una preghiera :)

Lukebdb
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martedì, novembre 14, 2006, ore 00:11

MI sono accorto con un paio di giorni di ritardo che il blog ha compiuto 4 anni... a tutti coloro che in questi anni hanno letto, hanno scritto, hanno condiviso, hanno gioito, mi sono stati vicini, a tutti loro va il mio più grande

GRAZIE!!!!

Lukebdb
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lunedì, novembre 13, 2006, ore 23:29

Signore, aspettami!
Non andare così in fretta...
Io non posso seguirti.
Tu vai troppo forte per me.
Aspettami, lasciati raggiungere.
Signore, però non devi fermarti,
né rallentare il tuo passo.

Signore, voglio percorrere
la strada verso la tua casa.
Signore, non preoccuparti
di venire verso di me.
Io mi affretto verso di te.
Potremo parlarci lungo la strada,
fare una sosta.
Signore, non sono degno
di accoglierti sotto il mio tetto!
Però tu hai già aperto la porta
e varcato la soglia: Signore,
non ho nulla di pronto,
non ho preparato niente per riceverti!
Ma già l'Amore senza limiti
è entrato nella mia stanza e mi dice:
«Mettiti a tavola, voglio cenare con te».

UN MONACO DELLA CHIESA D'ORIENTE
Lukebdb
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venerdì, novembre 10, 2006, ore 22:31

"Forse non esistono nemmeno amici buoni e cattivi, forse ci sono solo amici, persone che prendono le tue parti quando stai male e che ti aiutano a non sentirti solo. Forse per un amico vale sempre avere paura e sperare e vivere. Forse vale anche la pena persino morire per lui, se così ha da essere. Niente amici buoni. Niente amici cattivi. Persone e basta che vuoi avere vicino, persone con le quali hai bisogno di essere, persone che hanno costruito la loro dimora nel tuo cuore"

Stephen King, IT

Lukebdb
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mercoledì, novembre 08, 2006, ore 14:57

Elisabetta della Trinità

 

Nel 1903, Elisabetta Catez, giovane suora carmelitana di Dijon, in una delle sue lettere alla signora Ambry scrive: “Si ricordi che è in lui ed egli si fa sua dimora quaggiù; poiché lo porta nel più intimo di se stessa, può sempre incontrarsi con lui in questo santuario interiore, ad ogni ora del giorno e della notte, in ogni gioia, in ogni prova. E’ il segreto della felicità, il grande segreto dei Santi. Essi lo sapevano bene di essere il tempio di Dio e che unendosi a lui si diviene un medesimo spirito con lui” (Lettera 149).

Con queste parole, la Beata Elisabetta della Trinità mostra uno dei concetti fondamentali della spiritualità carmelitana, quello maggiormente legato alla contemplazione, a quel grado dell’orazione dove la creatura non deve far nient’altro che abbandonarsi a Dio, per poter vivere in comunione con Lui, tanto da poter affermare con S. Paolo: «Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me» (Gal 2, 20).

Santità e felicità appaiono, in tal senso, come due percorsi paralleli finalizzati entrambi al conseguimento dell’unico vero bene e dell’unico vero amore. In questa nostra riflessione cercheremo di motivare il senso di tali affermazioni, ripercorrendo l’itinerario spirituale della beata Elisabetta della Trinità.

Per Elisabetta il segreto della felicità (così come lei stessa ama definirlo più volte nei suoi scritti) è custodito nel rapporto tra la creatura e il suo Creatore. Tale rapporto ha inizio nel momento in cui l’anima instaura con Dio un dialogo talmente profondo e personale da permettere a Dio di abitare stabilmente nel suo cuore. E’ il segreto dell’anima, il mistero che infiamma il cuore di chi cerca Dio e desidera gustare la Sua presenza. “Quanto si è felici… quando si vive nell’intimità col buon Dio, quando si fa della propria vita un cuore a cuore con lui, un continuo scambio d’amore, quando si sa trovare il Maestro in fondo alla propria anima. Allora non si è più soli mai…” (Lettera 136); “ Vedi, io sono tanto felice e domando al buon Dio di far gustare anche a te le dolcezze del suo amore e della sua presenza. E’ questo che trasforma, che illumina la vita. E’ il segreto della felicità!…” (Lettera 144).

Elisabetta della Trinità, dunque, vive “sopraffatta dalla felicità”, costantemente protesa verso Dio, in un rapporto che lei stessa ama definire “cuore a cuore”. Il suo stare alla presenza di Dio esprime, inoltre, il principale atteggiamento contemplativo della spiritualità carmelitana (“Vive il Signore, alla cui presenza sto” 2Re, 3,14). “E’ il segreto della vita del Carmelo. La vita del Carmelo è una comunione con Dio dal mattino alla sera e dalla sera al mattino. Se non fosse lui a riempire le nostre celle e i nostri chiostri, come tutto sarebbe vuoto! ” (Lettera 179).

Infondo - ricorda il grande filosofo francese Jacque Maritain - “Non vi è che una tristezza, quella di non essere santi”.

 

cogitor
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categoria : santi carmelitani

martedì, novembre 07, 2006, ore 22:12

Ieri, con la S. Messa nella Chiesa di S. Prassede è iniziata la mia carriera di studente al PIAC (Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana). Dopo la messa c'è stata la prolusione del Rettor Prof. Mazzoleni e un rinfresco. Oggi abbiamo iniziato le lezioni... i corsi sono duri ma interessanti. A presto per le prossime news!!! 

Lukebdb
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domenica, novembre 05, 2006, ore 16:34

Dice il maestro: "Se devi piangere, piangi come un bambino. Una volta sei stato un bambino, e una delle prime cose che hai imparato nella vita fu piangere, perché il pianto fa parte della vita. Non dimenticare di essere libero, e che mostrare le tue emozioni non è vergognoso. Urla, singhiozza forte, fai il chiasso che vuoi. Perché così è come piangono bambini, e loro conoscono il modo più veloce per confortare i loro cuori. Hai mai notato come i bambini smettono di piangere? Smettono perché qualcosa li distrae. Qualcosa li chiama alla prossima avventura. I bambini smettono di piangere velocemente. E così sarà per te. Ma solo se riesci a piangere come fanno i bambini".
Lukebdb
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venerdì, novembre 03, 2006, ore 16:33

Calma il mio cuore, Signore,
acquieta i pensieri della mia mente.

Rallenta i miei passi frettolosi
con la visione lieta del tempo
che placido si distende nell'eterno.

Dona al tormento dei miei giorni
la pace dei colli eterni.

Sciogli la tensione dell'animo,
con il ricordo dei ruscelli
che mormoravano nelle valli.

Incanta le mie notti insonni
con la magia di sogni beati.

Dona carezze alle mie mani,
alla mia bocca dolci parole,
al mio cuore palpiti d'amore.

Lascia, Signore, che affidi
al solco della vita valori perenni
perché il mio Spirito si levi sicuro
verso le stelle.

P. Anon

Lukebdb
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giovedì, novembre 02, 2006, ore 20:41

«"Tutto il mondo davanti a te, come polvere sulla bilancia, / come una stilla di rugiada mattutina caduta sulla terra. / Hai compassione di tutti, perche' tutto tu puoi, / non guardi ai peccati degli uomini, in vista del pentimento. / Poiche' tu ami tutte le cose esistenti e nulla disprezzi di quanto hai creato; / se avessi odiato qualcosa, non l'avresti neppure creata. / Come potrebbe sussistere una cosa, se tu non vuoi? / O conservarsi se tu non l'avessi chiamata all'esistenza? / Tu risparmi tutte le cose, / perche' tutte sono tue, Signore, amante della vita, / poiche' il tuo spirito incorruttibile e' in tutte le cose. / Per questo tu castighi poco alla volta i colpevoli / e li ammonisci ricordando loro i propri peccati, / perche', rinnegata la malvagita', credano in te, Signore" (Sap 11,22-12,2).

Oggi la Chiesa celebra la "com! memorazione di tutti i fedeli defunti". Le sopracitate parole del libro della sapienza (...), possono aiutare molto ciascuno di noi a vivere questo incontro con l'eternita', che portano in se' i primi due giorni di novembre.
Queste parole ci accompagnino durante la visita ai cimiteri, quando ci fermeremo presso le tombe dei nostri defunti, vicini o lontani, conosciuti o sconosciuti: "...poiche' il tuo spirito incorruttibile e' in tutte le cose" (Sap 12,1).
Che queste visite ai defunti, questi incontri con loro, siano avvalorati, nei nostri cuori, dalla speranza che "e' piena di immortalita'" (Sap 3,4).
(...) Il giorno dei defunti e' un giorno particolare per le famiglie. Esse si dirigono, in questo giorno, nei luoghi dove riposano i loro defunti piu' vicini e piu' cari; si incontrano, nel silenzio, nella preghiera, nella meditazione, presso le loro tombe.
Rivivono ricordi gioiosi e do! lorosi; a volte le lacrime cominciano a scorrere sul viso, tal! mente gr ande e' il senso della vicinanza, nonostante la morte, molto grande e' la commozione!
Appartengono alla famiglia anche coloro che sono dipartiti, e tuttavia rimangono nei cuori, perche' tanto profondamente ci ha legato ad essi il mistero della vita e dell'amore. Permangono nella vedovanza dei loro rispettivi mariti e mogli, rimasti in vita. Permangono nello stato di orfani dei loro figli.
(...) Nel giorno della commemorazione dei defunti oltrepassiamo, in un certo senso, i limiti della loro assenza, il cui segno e' la tomba fredda, e ci uniamo con loro nella fede che ci conduce alla casa del Padre.
E insieme con l'autore del libro della Sapienza ripetiamo a quel Padre: "Signore, tutto tu puoi... e tu ami tutte le cose che hai creato..." (cf. Sap 11,23-24). Tu ami l'uomo che hai creato a tua somiglianza e lo hai redento mediante il sangue del tuo Figlio. Tu ami l'uomo... » (Giovanni Paolo II).

Lukebdb
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mercoledì, novembre 01, 2006, ore 12:52

Festeggiare tutti i Santi e' guardare coloro che gia' posseggono l'eredita' della gloria eterna. Quelli che hanno voluto vivere della loro grazia di figli adottivi, che hanno lasciato che la misericordia del Padre vivificasse ogni istante della loro vita, ogni fibra del loro cuore.
I Santi contemplano il volto di Dio e gioiscono appieno di questa visione.
Sono i fratelli maggiori che la Chiesa ci propone come modelli, perche', peccatori come ognuno di noi, tutti hanno accettato di lasciarsi incontrare da Gesu', attraverso i loro desideri, le loro debolezze, le loro sofferenze, e anche le loro tristezze.
Questa beatitudine che da' loro il condividere in questo momento la vita stessa della Santa Trinita' e un frutto di sovrabbondanza che il sangue di Cristo ha loro acquistato.
Nonostante le notti, attraverso le purificazioni costanti che l'amore esige per essere vero amore, e a volte al di la' di ogni speranza umana, tutti hanno voluto lasciarsi bruciare dall'amore e scomparire, affinche' Gesu' fosse progressivamente tutto in loro. E' Maria, la Regina di tutti i Santi, che li ha instancabilmente riportati a questa via di poverta'; e' al suo seguito che essi hanno imparato a ricevere tutto come un dono gratuito del Figlio; e' con lei che essi vivono attualmente, nascosti nel segreto del Padre.

TANTI AUGURI A TUTTI!!!!



Lukebdb
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