sabato, maggio 03, 2008, ore 12:04

Non vivere su questa terra come un estraneo o come un turista nella natura.
Vivi in questo mondo come nella casa di tuo padre: credi al grano, alla terra, al mare, ma prima di tutto credi all'uomo.
Ama le nuvole, le macchine, i libri, ma prima di tutto ama l'uomo.
Senti la tristezza del ramo che secca, dell'astro che si spegne, dell'animale ferito che rantola, ma prima di tutto senti la tristezza e il dolore dell'uomo.
Ti diano gioia tutti i beni della terra: l'ombra e la luce ti diano gioia, le quattro stagioni ti diano gioia, ma soprattutto, a piene mani ti dia gioia l'uomo!

Nazim Hikmet

Lukebdb
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lunedì, marzo 17, 2008, ore 16:29

Siamo nei primi giorni della Settimana Santa, e il pensiero va a Gesù che ieri è entrato trionfante a Gerusalemme, un trionfo che è subito venato di tragicità, perchè la folla che lo acclama festante è la stessa che tra pochi giorni vorrà la sua morte. Sono questi giorni di silenzio e di attesa nei quali il pensiero corre a un Cristo che vive i momenti quotidiani della sua vita, nel desiderio di portare a compimento la volontà del Padre, arrivando a donarsi per la nostra salvezza fino alla morte in croce. E questo atteggiamento di desiderio deve essere il nostro, per arrivare a una Pasqua che deve essere veramente di Risurrezione.

Luca M.
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sabato, gennaio 05, 2008, ore 23:15

C'è molta sofferenza nel mondo, fisica, materiale, mentale. La sofferenza fisica e materiale è la sofferenza dovuta alla fame, alla mancanza di una casa, alla malattia. Ma la sofferenza più grande è causata dall'essere soli, dal sentirsi non amati, dal non avere nessuno. Con il tempo ho capito che l'essere emarginati è la malattia peggiore che l'uomo può soffrire.

(M. Teresa di Calcutta)
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sabato, dicembre 22, 2007, ore 20:23

Celebrare l'Avvento, significa saper attendere, e l'attendere è un'arte che, il nostro tempo impaziente, ha dimenticato. Chi non conosce l'aspra beatitudine dell'attesa, che è mancanza di ciò che si spera, non sperimenterà mai, nella sua interezza, la benedizione dell'adempimento.

D. Bonhoeffer
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venerdì, dicembre 21, 2007, ore 09:25

Natale, Dio è fanciullo per farci gioire da fanciulli.

(P. G.F. Scarpitta)
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lunedì, dicembre 03, 2007, ore 00:00

Signore Gesù,
quante volte di sei ritirato in preghiera,
hai vegliato nella notte:
chissà cosa dicevi Tu al Padre.
Aiutaci a trovare le parole e ad imparare ad ascoltare.
Aiutaci soprattutto a non andare avanti
senza trovare il tempo di ritirarci da soli
a cercare la volontà del Padre.

Un primo pensiero per quest'inizio d'avvento, nel cammino che ci separa dal Natale
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sabato, novembre 17, 2007, ore 00:46

Gli esseri umani possono cambiare la propria esistenza cambiando atteggiamento mentale.

William James
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mercoledì, novembre 07, 2007, ore 21:56

Stanco e contento.
Signore, le vorrei tutte così le mie giornate.
Invece ti chiedo che siano semplicemente come tu le vuoi.

(Anonimo)
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mercoledì, ottobre 17, 2007, ore 18:14

Il Signore Dio è come un re che aveva dei bicchieri vuoti. Disse il re: "Se io vi metto delle cose calde si spaccano, se le metto fredde si incrinano. Cosa fece il re? Miscelò le cose calde con quelle fredde, le versò ed i bicchieri non si ruppero. Così disse il Signore: se creo il mondo con la misura della compassione, i peccatori saranno molti; se invece con la misura della giustizia, come potrà sussistere? Dunque lo creo con la misura della compassione e con quella della giustizia: magari resisterà!".

(Midrash giudaico sulla Genesi)
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venerdì, ottobre 05, 2007, ore 12:21

Trovare Dio in tutte le cose è una meta stupenda. E' il frutto che matura in colui che si mette in cammino e dirige i suoi passi verso il cuore. E' li che Dio si nasconde, nel cuore di tutto ciò che esiste. Dio è il cuore della nostra vita. La sua dimora è il cuore. Trovare Dio in tutte le cose è partire dalle cose per trovare Dio. Fermati. Osserva. Non vedi che le cose "parlano"? Non ti accorgi di nulla?
Che cosa provi quando vedi il sole che tramonta? E quando osservi un fiore? E quando ti avvicini ad una sorgente? Una zolla di terra, un lembo di cielo, il volto di una persona, un frammento di pane, l'acqua che bolle nella pentola, il cibo che prepari con le tue mani... sono tutte cose che possono sorprenderti.
Fermati ancora. Ascolta il respiro: da dove viene? dove ti porta? Il respiro sei tu: da dove vieni? dove vai? Non ti accorgi che stai pregando? La preghiera è dentro di te. E' il tuo essere che prega. Anche quando non ci pensi. Anche quando non gli "corri" dietro.
Adesso sai dov'è Dio. Hai ancora bisogno di cercarlo?

Oreb, Scuola di preghiera
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martedì, settembre 25, 2007, ore 21:56

Lo splendore dell'amicizia
non è la mano tesa né il sorriso gentile
né la gioia della compagnia:
è l'ispirazione spirituale quando
scopriamo che qualcuno crede in noi
ed è disposto a fidarsi di noi.
Waldo Emerson
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domenica, giugno 03, 2007, ore 09:23

Quando sei triste, compi un atto d'amore
e la tristezza passerà.
Se ti senti morire, ama, e la vita pulserà in te.
La pienezza dell'uomo è morire d'amore.

Carlo Carretto

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venerdì, giugno 01, 2007, ore 13:18

Che bella cosa pregare l'uno per l'altro,
darsi appuntamento presso il buon Dio,
dove non esiste più
nè distanza nè separazione.


Beata Elisabetta della Trinità

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domenica, marzo 25, 2007, ore 22:26

La felicità non può realizzarsi senza la gioia. E la gioia ha come elemento fondamentale la benedizione che viene da Dio. Solo chi è benedetto da Lui possiede la gioia anche nel dolore ed è quindi felice.

Paul Tillich
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lunedì, marzo 05, 2007, ore 11:28

Ho amici che non sanno quanto sono miei amici.
Non percepiscono tutto l'amore che sento per loro né quanto siano necessari per me.
L'amicizia è un sentimento più nobile dell'amore. Questo fa sì che il suo oggetto si divida tra altri affetti, mentre l'amore è imprescindibile dalla gelosia, che non ammette rivalità.
Potrei sopportare, anche se non senza dolore, la morte di tutti i miei amori, ma impazzirei se morissero tutti i miei amici!
Anche quelli che non capiscono quanto siano miei amici e quanto la mia vita dipenda dalla loro esistenza...
Non cerco alcuni di loro, mi basta sapere che esistono. Questa semplice condizione mi incoraggia a proseguire la mia vita. Ma, proprio perché non li cerco con assiduità, non posso dir loro quanto io li ami. Loro non mi crederebbero.
Molti di loro, leggendo adesso questa "crônica" non sanno di essere inclusi nella sacra lista dei miei amici. Ma è delizioso che io sappia e senta che li amo, anche se non lo dichiaro e non li cerco.
E a volte, quando li cerco, noto che loro non hanno la benché minima nozione di quanto mi siano necessari, di quanto siano indispensabili al mio equilibrio vitale, perché loro fanno parte del mondo che io faticosamente ho costruito, e sono divenuti i pilastri del mio incanto per la vita.
Se uno di loro morisse io diventerei storto.
Se tutti morissero io crollerei.
E' per questo che, a loro insaputa, io prego per la loro vita.
E mi vergogno perché questa mia preghiera è in fondo rivolta al mio proprio benessere. Essa è forse il frutto del mio egoismo.
A volte mi ritrovo a pensare intensamente a qualcuno di loro. Quando viaggio e sono di fronte a posti meravigliosi, mi cade una lacrima perché non sono con me a condividere quel piacere...
Se qualcosa mi consuma e mi invecchia è perché la furibonda ruota della vita non mi permette di avere sempre con me, mentre parlo, mentre cammino, vivendo, tutti i miei amici, e soprattutto quelli che solo sospettano o forse non sapranno mai che sono miei amici.
Un amico non si fa', si riconosce.

Vinicius de Moraes
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